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Workshop: Traffico Illecito dei Beni Culturali

Il Ministro della Cultura Raymond Arayji e l’Ambasciatore d’Italia Massimo Marotti hanno inaugurato un workshop tecnico sulla lotta contro il traffico illecito dei beni culturali nell’ambito di un’iniziativa organizzata dal Ministero libanese della Cultura ed il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo italiano co-finanziata dal Ministero degli Affari Esteri italiano nell’ambito del progetto “iniziativa di sostegno alla gestione doganale e frontaliera del Libano” e dell’Unione Europea tramite il progetto Archeomedsites.


Il workshop è stato inaugurato ieri presso l’Ambasciata d’Italia a Beirut, alla presenza di rappresentanti del Ministero della Cultura, della Direzione Generale delle Antichità, dell’Ufficio della Cooperazione Italiana allo Sviluppo, dell’UNESCO, e dei Ministeri libanesi della Difesa, dell’Interno, della Giustizia, e delle Finanze ed ha visto la partecipazione di un Carabiniere dell’Unità  per la Protezione del Patrimonio Culturale.


L’idea del workshop nasce dal bisogno urgente di fare fronte in un modo adeguato, alla distruzione del patrimonio culturale e al traffico illecito di cui soffre drammaticamente la regione nonché al pericolo che minaccia i monumenti culturali ed i siti archeologici. Il presente workshop mira a presentare le diverse procedure legali ed amministrative applicate dalle diverse autorità competenti coinvolte nella lotta contro il traffico illecito dei beni culturali in Libano, al fine di individuarne i vantaggi ed gli inconvenienti del sistema attuale.


La presenza del Carabiniere al workshop permetterà di condividere l’esperienza italiana nell’ambito del traffico illecito dei beni culturali e di discutere nuovi modelli per la gestione e il controllo delle operazioni di contrabbando in Libano e nella regione.


Arayji ha espresso la sua preoccupazione vis-à-vis gli effetti negativi risultanti dalla distruzione metodica delle civiltà umane nella regione per favorire le operazioni di traffico illecito che si svolgono attraverso le reti mafiose internazionali. Il Ministro Arayji ha invitato le parti ad un miglior coordinamento tra le istituzioni locali ed internazionali per la protezione del patrimonio culturale di tutta l’umanità. In questo ambito, ha auspicato che i partecipanti discutano in dettaglio tutte le misure adottate per la lotta contro il traffico illecito dei beni culturali per poterle migliorare sempre in conformità con le leggi in vigore affinché costituiscano un deterrente alle operazioni di contrabbando dentro ed attraverso il Libano.


L’Ambasciatore Marotti, infine, ha ricordato le operazioni di saccheggio o di distruzione completa dei siti archeologici in Siria ed in Iraq, considerati come patrimonio culturale di tutta l’umanità. Ha aggiunto: “il presente workshop consolida la già profonda cooperazione tra il Libano e l’Italia. La cooperazione tra le istituzioni libanesi ed i Carabinieri in Italia rappresenta un passo importante nell’ambito della lotta contro il traffico illecito per la protezione del patrimonio culturale nel Mediterraneo”.