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Diplomazia economica

Relazioni Economiche Bilaterali

Le relazioni economiche tra Italia e Libano hanno risentito della crisi economica e finanziaria che ha interessato il Libano a partire dal 2019. Nonostante i ritardi nell’attuazione di un piano di riforma che consenta al Paese di imboccare nuovamente il percorso della crescita, il partenariato commerciale ha mostrato significativa resilienza grazie alla vitalità del settore privato libanese.

Le relazioni economiche sono infatti tradizionalmente incentrate sulle esportazioni italiane verso il mercato libanese, caratterizzato da un buon grado di apertura in settori ad alto valore aggiunto. Ciò anche grazie al ruolo della diaspora libanese, diffusa in tutto il mondo, in grado di favorire meccanismi di triangolazione attraverso investimenti congiunti in Paesi terzi. Minore invece il peso degli investimenti in Libano, che risentono – oltre che della attuale assenza di garanzie sovrane a seguito della dichiarazione di default – anche di più strutturali problemi legati alla natura del mercato libanese (rischio politico pronunciato, infrastrutture inadeguate, reti oligopolistiche suscettibili di creare barriere all’ingresso).

L’Italia figura stabilmente tra i primi fornitori del Libano. La gamma di prodotti italiani esportati verso il mercato libanese, attraverso accordi di distribuzione e franchising, è ampiamente diversificata e include principalmente prodotti petroliferi raffinati, macchinari, prodotti chimici, gioielli e oreficeria, mobili e design, tessile e abbigliamento, metalli, prodotti in plastica, oltre ai prodotti agroalimentari.

Nel biennio 2020-2021 le esportazioni italiane in Libano sono diminuite di volume a seguito della crisi economica che ha interessato il Paese, al pari di tutte quelle degli altri Paesi fornitori, ma l’Italia è riuscita comunque a preservare la propria quota di mercato relativa rispetto ai concorrenti. Il 2022 ha tuttavia fatto segnare un’importante inversione di tendenza, che appare essersi mantenuta nel 2023. Attualmente l’Italia è il quinto fornitore del Libano, primo Paese europeo dopo la Grecia.

La crisi del sistema economico libanese ha messo in luce la necessità di una transizione da un modello basato in modo preponderante su importazioni e servizi (questi ultimi pari all’83% del PIL, con principali comparti quelli bancario, immobiliare e turistico) verso un modello più sostenibile e con un ruolo più importante per i settori produttivi. In tale prospettiva, ai beni di consumo, che hanno storicamente rappresentato una componente rilevante dell’export italiano, si potranno affiancare in misura crescente anche i beni strumentali ed intermedi, a sostegno delle opportunità di creazione di partenariati produttivi tra aziende italiane e libanesi, ad esempio nei settori agroalimentare e delle tecnologie a basso impatto ambientale. La diplomazia economica italiana si affianca in questo contesto ai progetti di cooperazione allo sviluppo, che negli ultimi anni stanno investendo in maniera crescente in questi settori e, più in generale, nel sostegno al settore privato. Diverse opportunità imprenditoriali sono così collegate a iniziative finanziate dall’Italia, dall’Unione Europea e dalla Banca Mondiale.

Dal 2017 il Libano ha iniziato il processo di sfruttamento delle risorse energetiche offshore, avviando nel 2020 prospezioni energetiche in alcuni blocchi delle proprie acque territoriali, con la partecipazione di società italiane. Geograficamente, la zona fa parte del cosiddetto “Bacino del Levante”, che include i Paesi limitrofi oggetto di numerose iniziative di estrazione e commercializzazione delle risorse di petrolio e gas naturale. Il Libano non è membro del Foro del Gas del Mediterraneo Orientale.

Presso l’Ambasciata d’Italia è attivo un ufficio ICE. Maggiori informazioni su opportunità e rischi, così come sull’organizzazione di fiere e missioni settoriali, possono essere reperite qui: https://www.ice.it/it/mercati/libano

Libano: Accordi Multilaterali e mercati internazionali

Il Libano ha accordi di libero scambio con i Paesi Arabi, essendo parte del ‘Greater Arab Free Trade Area’ (GAFTA), e con l’Associazione Europea di Libero Scambio (EFTA). Ha inoltre concluso un Accordo di Associazione euro-mediterraneo con l’Unione Europea nel 2006.

Nel 1999, il Libano ha avanzato richiesta di adesione all’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC), presso cui ha lo status di osservatore. Il processo di adeguamento alle norme OMC richiede ancora diversi passi, relativi anche alla normativa sulla protezione della proprietà intellettuale e al rispetto dell’Accordo TRIPs (Agreement on Trade Related Aspects of Intellectual property rights).

I Paesi arabi rappresentano il principale mercato di sbocco delle esportazioni libanesi, di cui assorbono circa il 41% del totale (in particolare prodotti agricoli), seguiti dall’UE con una quota di circa il 10%. Per converso l’UE assicura quasi il 40% delle importazioni libanesi (con prevalenza di beni di consumo); tra gli altri fornitori principali vi sono Turchia, Cina e Stati Uniti. Da questa pronunciata asimmetria tra mercati di sbocco e provenienza e tipologia delle merci deriva peraltro uno dei problemi strutturali libanesi, ossia un forte squilibrio della bilancia commerciale.